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Turismo e Ospitalità

La Festa delle Erbe e della Lavanda

Ogni terza domenica di luglio le stradine del borgo medioevale si animano in modo inconsueto.

Nelle settimane precedenti gli abitanti allestiscono, negli spiazzi che si allargano tra i caruggi, dei punti di accoglienza per gli ospiti che possono gustare i piatti tipici della tradizione locale e i prodotti dei vari imprenditori del paese.

I visitatori possono seguire un percorso ben segnalato che, oltre a permettere la visione dei molti squarci caratteristici, li porta ad assaggiare quanto di meglio la cucina contadina, semplice ma gustosa, ha da sempre realizzato soprattutto esaltando le potenzialità delle erbe spontanee.

Si può apprezzare il pane casereccio e le "rajöre", cotti nei tradizionali forni a legna, frittelle di erbe, le "türle", i formaggi, il miele di produzione locale e i dolci rigorosamente nostrani.

Lungo il percorso sono visitabili punti d'interesse "storico" (il torchio, la cantina, il frantoio) che illustrano le attività agricole dell'entroterra ligure.

Sono presenti bancarelle che offrono prodotti in linea col tema della manifestazione: la lavanda, le erbe e il loro uso.

Una visita obbligatoria è quella al "Museo delle Erbe", raccolta etnografica delle piante spontanee che arricchiscono il territorio e che sono state da sempre usate dai nostri antenati sia in cucina che in altri settori della vita quotidiana.

Le stesse erbe crescono in un piccolo "orto botanico" situato presso la sede della Pro Loco.

Per tutto questo il paese di Cosio d'Arroscia merita l'appellativo di "Borgo del Benessere"!

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Le Rajöre

Ogni anno si ripete un'antica usanza, quasi un rito.

In primavera le donne di Cosio iniziano la raccolta di tenere bietoline, ortiche, spinaci di montagna, spinaci selvatici, borraggine, farinaccio, lattuga spinosa, giovani germogli di luppolo, tarassaco, stellaria, achillea ligustica..

Poiché l'alchimia riesca di ogni erba si usa una precisa quantità; di alcune si può abbondare, di altre occorre adoperare una piccola percentuale perché il loro sapore non deve prevalere sugli altri.

Qui sta la sapienza antica tramandata da una generazione di donne all'altra.

In seguito le erbe sono lavate, tagliate finemente e condite con olio extravergine di oliva, uova, sale e formaggio.

A questo punto due cucchiaiate di gustoso ripieno vengono racchiuse in un fazzoletto di pasta.

La cottura nel forno a legna esalterà tutti gli aromi.

In breve per le strette vie si sparge un aroma inconfondibile che fa esclamare a chi passa:

Qui han fatto le "rajöre"!

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Le Türle

In passato l'arredo delle case contadine era funzionale ed essenziale; armadi e stipetti non avevano costose serrature ma erano semplicemente chiusi da una grossa mandorla di legno chiamata "turla" che aveva il compito di fermare le due ante.

Da questo semplice oggetto deriva il nome di un'altra delizia del nostro territorio: le turle di patate.

Si prepara il ripieno di patate, uova, formaggio, olio extravergine di oliva e s'insaporisce con erbette aromatiche.

Si confezionano dei ravioloni il cui bordo è ripiegato mentre i lati sono "pizzicati" fino ad ottenere la forma di una "turla".

Il sugo dei porcini dei nostri boschi completa ed esalta il sapore di questa pietanza.

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